L’AC interviene nel dibattito sulla Devolution

L’Azione Cattolica Italiana guarda con attenzione e preoccupazione all’approvazione definitiva da parte delle Camere della recente riforma della Costituzione. […]
Sul piano del metodo, ogni decisione di una maggioranza parlamentare di modificare importanti articoli della Costituzione contando sui propri voti, rappresenta un atto che, per quanto formalmente legittimo, sembra modificare sensibilmente l’arco dei valori condivisi che la Carta del 1948 interpreta e protegge.

E’ quanto si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Presidenza Nazionale all’indomani dell’approvazione da parte del Parlamento delle modifiche costituzionali che passano sotto il nome di Devolution.

Oltre alle osservazioni sul metodo di approvazione della riforma, nel comunicato si sottolinea che “Sul piano del merito, l’Azione Cattolica Italiana si chiede se le modifiche approvate non intacchino i valori della solidarietà, presupposto per la partecipazione pubblica all’edificazione del bene comune. In tale prospettiva appaiono estremamente controversi non soltanto il nuovo assetto degli organi dello Stato, dove i poteri del Primo ministro non risultano sufficientemente bilanciati da quelli del Parlamento e del Presidente della Repubblica, ma ancor più la cosiddetta “devoluzione”, dallo Stato alle regioni, della competenza legislativa su scuola, sanità e polizia amministrativa, che rischia di aggravare irreparabilmente la situazione di forte squilibrio a sfavore delle aree più deboli del Paese in materia di tutela dei diritti sociali.

Per approfondire:
Leggi il comunicato stampa

3 Commenti a “L’AC interviene nel dibattito sulla Devolution”

  1. marco ansalone scrive:

    Le perplessità della Presidenza nazionale sono da me condivise. La legge di modifica costituzionale è ambigua infatti c’è la devolution su sanità,scuola e polizia locale ma c’è l’interesse nazionale dello Stato per cui ci saranno continui ricorsi alla corte costituzionale e nel frattempo nessuno potrà decidere e chi sarà colpito sarà solo il cittadino. Inoltre il Primo Ministro ha troppi poteri nelle sue mani infatti è lui che avrebbe sostanzialmente il potere di sciogliere le camere e il Presidente della Repubblica dovrebbe solo eseguire: il Parlamento è sempre sotto ricatto del Primo Mnistro! Se il primo Ministro è forte ci dev’essere allora un Presidente della Repubblica che abbia poteri di controllo maggiori di quelli che oggi ha.
    Al dilà delle mie valutazioni personali vorrei capire come comportarmi nella mia Associazione parrocchiale, essendone il Presidente! Io spero che al comunicato stampa segua una chiara indicazione di voto dell’AC in vista del probabile ed annunciato Referendum costituzionale, anche se la CEI ha detto che non darà indicazioni di voto.
    Marco Ansalone

  2. Giuseppe Tedesco scrive:

    E’ mortificante, per non dire altro, che la Costituzione, pensata ed alaborata da menti eccelse, venga modificata da una masnada di personaggi che sicuramente non rappresentano il meglio del paese. Io credo rappresentino il peggio. Scusate la sincerità.

  3. gaetano fagone scrive:

    Condivido integralmente le considerazioni espresse dalla presidenza nazionale di azione cattolica.
    La mia impressione è che gli interessi di “bottega” travalichino gli interessi più generali ed importanti della nazione e quindi di tutti i cittadini. Con inesorabile progressione ci stiamo avvicinando sempre e di più verso il baratro dell divisione della Patria. Mio nonno ha combattuto feroci battaglie nel nord est dell’Italia per cacciare l’invasore ed unificare l’Italia. Vedeva cadere i corpi dei suoi commilitoni mentre combattevano fianco a fianco il nemico e più di una volta, mi raccontò, si raccomandò alla protezione della Vergine Maria perchè potesse superare quei bruttissimi momenti di legittima paura di non potercela fare a tornare a riabracciare la moglie ed i figli piccoli che aveva dovuto lasciare assieme al lavoro dei campi! Una mia zia, vivente, è il testimone di quei momenti in quanto è portatrice del nome Grazia per una promessa fatta dal nonno alla Madonna delle Grazie se lo avesse protetto ed avesse potuto fare ritorno in seno alla propria famiglia.
    Quanta gioventù si è spenta prima del tempo a cusa di una guerra che nessunO di loro aveva capito fino in fondo per l’ignoranza abissale nella quale veniva tenuta la popolazione dell’epoca!
    Oggi si vuole tornare all’Italia dei Comuni. Ci parlano di federalismo?! Tutto questo accade per lo sviluppo disomogeneo della Nazione. Utilizzando le ricchezze del Sud il Nord, più vicino all’Europa delle Nazioni più forti economicamente, ha progredito (solo economicamente, forse !) più rapidamente e gode di una economia più florida rispetto al resto d’Italia, dove il feudalesimo, di fatto, si è protratto fino ad alcuni decenni fà. Ci siamo ritrovati al servizio di baroni, marchesi e signorotti vari che hanno alimentato e finanziato la mafia che inizialmente fù assoldata per loro protezione personale e dei loro beni e che poi si è radicata a tal punto da rendere arduo il compito di chi intende combatterla e sconfiggerla.
    Conquistato il benessere vogliono staccarsi dai fratelli più “poveri” perchè costituiscono la loro palla al piede.
    Stiano attenti, però, i miei fratelli leghisti giacchè il bel tempo non dura tutto il tempo! potrebbero avvicinarsi le vacche magre! Il “capitale” voglioso sempre di maggiori e più facili profitti stà da alcuni anni delocalizzando le aziende manifatturiere in paesi dell’Est dove i salari sono ridicoli ed i conseguenti costi di produzione molto bassi. Da quanto si apprende dai mass-media molti lavoratori, per loro sfortuna, hanno perduto il lavoro e si trovano alle soglie di gravi crisi economiche. Così continuando, Dio non voglia, si verifichi il depauperamento del Nord Italia opulento! Che facciamo? in quel caso cambiamo politica socio-economica per determinare una ennesima migrazione di forza lavoro per contribuire alla rinascita di quella parte d’Italia che oggi vuole staccarsi?
    Mi auguro che la saggenzza prevalga e che attraverso il referendum confermativo gli ITALIANI rimettano le cose a posto e si possa gridare sempre a squarciagola: VIVA L’ITALIA! VIVA L’ITALIA!

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