Per un lavoro che riparta dall’uomo

Domenica 19 marzo, solennità di San Giuseppe, il MLAC ha partecipato alla Celebrazione Eucaristica per i lavoratori presieduta da Benedetto XVI.

Nell’omelia, il Santo Padre ha ricordato come “il lavoro rivesta primaria importanza per la realizzazione dell’uomo e per lo sviluppo della società, e per questo occorre che esso sia sempre organizzato e svolto nel pieno rispetto dell’umana dignità e al servizio del bene comune”.
Egli ha, altresì, sottolineato come risulti indispensabile non rimanere asserviti al lavoro “pretendendo di trovare in esso il senso ultimo e definitivo della vita”.

Subito dopo, nell’intervista rilasciata a Radio Vaticana, Cristiano Nervegna, Segretario Nazionale del MLAC, ha ricordato come da più di cento anni il magistero sociale della Chiesa “ponga l’uomo al centro” considerandolo autentico “soggetto delle politiche del lavoro”.
Egli ha ribadito, inoltre, come ai cristiani e, nello specifico, al MLAC “venga chiesto di agire”, imparando a “leggere i cambiamenti che caratterizzano la società” e ridando soggettività al lavoratore.

La precarietà lavorativa, la crescente presenza di forme occupazionali ibride, il non legare tali esperienze a percorsi di formazione continua sono, infatti, a suo avviso, la dimostrazione palese di come le moderne politiche del lavoro siano tutt’altro che attente alla dimensione dell’umano.

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