Il seme della democrazia

In tutta Italia continuano gli appuntamenti di incontro e dibattito sui temi costituzionali.

Il 14 giugno l’AC della diocesi di Bari Bitonto ha organizzato un Convegno dal titolo “Le radici e le Ali”. L’intento esplicito dell’iniziativa è di fare memoria del contribuito offerto dai laici di AC alla stesura della Carta Costituzionale, celebrando - a 60 anni di distanza - l’apertura dei lavori dell’Assemblea Costituente, e ribadendo la volontà di continuare ancora oggi a custodire il valore della Costituzione Italiana, carta d’identità della democrazia.

Lunedì 19 giugno l’Azione Cattolica diocesana di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata dè Goti organizza un convegno sul tema “La Repubblica plurale”. Interverranno il prof. Pierpaolo Forte, docente presso l’Università del Sannio, e S.E. Rev.ma Mons. Michele De Rosa, vescovo della diocesi.

Martedì 20 giugno alle ore 17,30 presso la Camera dei Deputati - Sala del Cenacolo (vicolo Valdina, 3/A Roma) avrà luogo la presentazione del volume, edito da AVE e curato dal MEIC, “La Carta di tutti. Cattolicesimo italiano e riforme costituzionali (1948-2006)”.

Nel corso dell’incontro interverranno Luigi Alici, Franco Bassanini, presidente Astrid, Beniamino Caravita di Toritto, docente presso l’Università “La Sapienza”, Vannino Chiti, ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali.
Occorre dare conferma della propria partecipazione telefonando al numero 06-6861867 o inviando un’e-mail a segreteria@meic.net.

Il volume, che sarà in libreria a partire dal 19 giugno, raccoglie parte degli atti del Convegno organizzato recentemente dal MEIC sul tema “Cattolicesimo italiano e riforme costituzionali (1948-2006)”.
Alcuni tra gli interventi del Convegno sono già disponibili sul sito del MEIC, dove è anche possibile leggere la dichiarazione espressa in vista dell’appuntamento referendario e realizzata insieme all’Istituto Bachelet.

A tale documento fa eco la dichiarazione del Consiglio Nazionale di Azione Cattolica in materia di riforme costituzionali.

2 Commenti a “Il seme della democrazia”

  1. Tommaso scrive:

    Vorrei invitare tutti noi cattolici a votare NO nel “referendum” del 25-26 giugno.
    Qui non si tratta di schieramenti partitici o parlamentari: si tratta dei fondamenti stessi del nostro vivere civile, del nostro essere italiani e stare insieme, solidalmente, come tali.
    Questa riforma mina l’unità nazionale, introducendo un falso federalismo che non farà che aumentare le già gravi disparità tra regioni ricche e regioni povere; è illiberale e tendenzialmente autoritaria, perché dà poteri esorbitanti al “primo ministro” e invece esautora e umilia il parlamento e riduce il presidente della repubblica a una figura irrilevante (la stabilità dei governi non s’ottiene così, ma con una buona legge elettorale); è stata approvata con una maggioranza risicata, e escogitata da quattro persone in tre giorni!, e d’altra parte riscrive un terzo degli articoli della Costituzione del ’47, mentre la legge fondamentale dovrebb’essere approvata, per la sua stessa natura, da una maggioranza molto ampia e dopo un serio dibattito.
    Difendiamo la Costituzione, che si può modificare ma non demolire! LA NOSTRA COSTITUZIONE È IN GRAN PARTE IL FRUTTO MATURO DELL’OPERA DELLA SCUOLA CATTOLICA (Moro, Fanfani, Dossetti, Scàlfaro, Leone, Mortati…): VOTANDOLE CONTRO, NOI CATTOLICI VOTEREMMO CONTRO NOI STESSI, E FAREMMO PROGREDIRE LA SCRISTIANIZZAZIONE DEL PAESE.
    Scherzando ma solo fino a un certo punto, dicevo a un simpatico contraddittore che SAN TOMMASO VOTEREBBE “NO”.
    Come cristiani, siamo consapevoli delle nostre responsabilità nei confronti dell’Italia: per amore, votiamo NO!
    Colla stessa convinzione con cui ci battemmo per l’astensione nel “referendum” sulla fecondazione assistita, collo stesso amore per l’Italia e il suo vero bene, battiamoci ora per il NO, votiamo NO!
    Grazie.

    Tommaso

  2. Alfredo De Grazia scrive:

    Finalmente ridorderemo le parole di S. Caterina da Siena
    ” nella vigna del Signore non devono esservi tramezzi che dividono” per costruire un paese solidale, fondato sulla sussidiarietà, sulla autonomia intesa come valorizzazione delle risorse e della propria storia, piuttosto che sugli egoismi e le ricchezze delle regioni più fortunate”

    L’Italia ha bisogno di un popolo di fedeli che credono in modo autentico e con la mitezza del Signore proclamino il diritto e la giustizia,senza aspettare di avere ed usare il potere per imporre le scelte ritenute più giuste.
    Intanto lavoriamo per costruire e testimoniare solidarietà, amore sociale e familiare, rispetto della persona sin dal suo comcepimento all’ultimo momento di vita.

    Portiamo nel cuore il Volto del Signore piuttosto che il distintivo !
    Preghiamo per essere perdonati e per l’avvento del Regno!
    Alfredo, già presidente GIAC nel 1958

Scrivi un commento