Scienza e Vita, il no alla revoca del Ministro
L’Associazione Scienza e Vita, riunitasi in assemblea nei giorni scorsi a Roma, ha esaminato la revoca – operata per conto del Ministro per la Ricerca e l’Università – riguardante l’adesione dell’Italia alla “Dichiarazione etica”, che di fatto impedisce di utilizzare fondi comunitari per il finanziamento di programmi europei di ricerca sugli embrioni.
I presidenti Bruno Dallapiccola e Maria Luisa Di Pietro, in una dichiarazione indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro per la Ricerca e l’Università, affermano che la “dichiarazione ministeriale è stata gravemente lesiva della volontà popolare”, pertanto chiedono che “venga con urgenza rimossa nelle forme e nei modi adeguati”.
Essi, argomentando la richiesta con motivazioni di varia natura, sono del parere che “una decisione così grave avrebbe meritato la preventiva valutazione del Consiglio dei Ministri”, precisando che “sarebbe stato quanto mai opportuno anche un preliminare ed esauriente dibattito in Parlamento”.
Per approfondire:
Scarica la Dichiarazione dell’Assemblea di Scienza e Vita [pdf - 132 KB]
07.06.2006 alle 10:34 pm
Il problema principale è che non possiamo aspettarci molto di diverso da un governo composto dal 30/40% di “estremisti”, nel senso di onorevoli di partiti dichiaratamente all’estrema sinistra.
Mi meraviglia il fatto come molti pensavano che potesse succedere il contrario! Se la Legge 40 è stata osteggiata dalla maggior parte delle forze del centrosinistra che è ora al governo (ad esclusione di poche forze di centro)… pensavamo forse - sprovveduti! - che le ideologie presenti in queste forze potessero avere a che fare molto con quello che propone “Scienza & Vita”? A pensare che l’ex Presidente, Dott.ssa Binetti è una parlamentare di questo governo che, lo sappiamo, nulla a che fare con ciò che propone “Scienza & Vita”! Siamo all’assurdo! Di che ci meravigliamo?