Una scelta per la città

Le elezioni amministrative sono un’opportunità. Un’occasione per guardare in faccia la nostra città, per chiederci quali sono i suoi problemi più veri, quali sono le sue risorse più feconde. Per scegliere qualcuno o qualcuna che si conosce, che forse possiamo incontrare per strada e non vedere solo in televisione. Una persona di cui sarà più facile verificare quello che farà una volta eletta, perchè lo vedremo realizzato nel nostro quartiere, o in quello vicino.

Le elezioni amministrative, va da sé, non sono le elezioni politiche. Le televisioni nazionali probabilmente non programmeranno exit polls (speriamo) e proiezioni. Non ci terranno svegli fino a tarda notte con dirette infinite. Perchè non si voterà per decidere chi governerà l’Italia nei prossimi cinque anni. Non si sceglierà tra questo o quell’altro leader nazionale. Molto spesso, non si potrà nemmeno scegliere tra i due schieramenti canonici, ma occorrerà orientarsi tra liste civiche, liste personali, alleanze inedite.

Non decideremo, o almeno non dovremmo decidere, sulla scorta di più o meno appassionanti dibattiti sui massimi sistemi, sul cuneo fiscale, sulle quote rosa e sul ritiro dall’Iraq. Conterà, o dovrebbe contare, l’idea di città, il progetto di convivenza della comunità locale di cui ciascun candidato si fa promotore, e le proposte concrete tramite cui si propone di dare corpo a tali idee.

Lo sguardo, insomma, sarà indirizzato a mettere a fuoco il primo piano, ciò che è a noi più vicino. Consapevoli, certamente, che dietro di esso c’è l’orizzonte del mondo, che non rappresenta solo lo sfondo ma il fondamento in cui si radica la nostra passione civile.
Il mondo, infatti, abita anche nelle nostre strade, nei nostri quartieri, e il modo più sensato che abbiamo per incontrarlo è partire da quel pezzettino di orizzonte in cui ci è dato di vivere.

Matteo Truffelli

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