Novembre, 2005

Il “grande dono” dello Spirito alla Chiesa

Mercoledì, Novembre 30th, 2005 at 1:39 pm

A quarant’anni dalla conclusione del Vaticano II, ricordiamo in queste pagine il Concilio. Il Concilio della profezia, della «fede che ama la terra», per dirla con Rahner. Proviamo a tracciarne una piccola storia, a iscriverlo negli accadimenti odierni. Proviamo cioè a coglierne “i segni” nel nostro tempo, per proseguire una lettura e una riflessione che non si fermi alla superficie delle cose ma vada in profondità, cogliendo le novità e legando vecchio e nuovo in un itinerario che è crescita condivisa. Scriveva ancora papa Giovanni nella Pacem in terris:

«Quando, infatti, negli esseri umani affiora la coscienza dei loro diritti, in quella coscienza non può non sorgere l’avvertimento dei rispettivi doveri: nei soggetti che ne sono titolari, del dovere di far valere i diritti come esigenza ed espressione della loro dignità; e in tutti gli altri esseri umani, del dovere di riconoscere gli stessi diritti e di rispettarli».

Sta a noi oggi cogliere doveri e diritti e coniugarli con un quotidiano fatto di attese, speranze, sofferenze, gioie e paure. «Il Concilio è come una sorgente, dalla quale scaturisce un fiume», affermava Paolo VI, «la sorgente può essere lontana, la corrente del fiume ci segue (…). Il Concilio non ci obbliga tanto a guardare indietro, all’atto della sua celebrazione; ma ci obbliga a guardare all’eredità
che esso ci ha lasciata, e che è presente e durerà per l’avvenire» È con questo spirito che l’Azione Cattolica ha sempre guardato e guarda ancora oggi al Concilio. Il 7 e 8 dicembre, a Roma, inaugura infatti un evento-mostra in cui il Concilio è memoria e profezia. Sta a noi, dunque, cogliere quelle novità e quei cambiamenti e tradurli nel concreto dell’oggi.

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by Redazione