di Donatella
A concludere il convegno la relazione di Mirko Campoli, responsabile nazionale dell'ACR. Il primo grande segnale è la presenza accanto a Mirko di tutti i collaboratori, l'Ufficio Centrale e i consiglieri nazionali dell'ACR: questo voler essere insieme per dire la bellezza di un'esperienza di servizio di una squadra che nella fraternità, nell'impegno costante, fa grande l'AC. È il segno che siamo dentro la Chiesa e non davanti a specialisti dell’educazione. Comincia Mirko a sottolineare il nostro essere vasi di creta, perchè la fragilità e i limiti che pure ci caratterizzano vanno assunti come punto di partenza - “quando si è deboli è allora che si è forti” – come condizione della quale può emergere la grandezza di Colui che fa grandi e nuove tutte le cose. L’educazione alla fede non è frutto di un intervento umano, ma è servizio all’azione della Grazia di Dio. In questi tempi di fragilità, di crisi di valori, l’AC è chiamata a contribuire alla maturazione della persona nell’orizzonte dell’umanità. è necessario saper accompagnare i ragazzi, misurare il proprio passo su quello dell’altro, decentrarsi, osservare. L’accompagnamento personale comunica al ragazzo la certezza di essere amato ed è solo grazie ad esso che egli può comprendere che lo stile di vita cristiano è di gran lunga il pià ragionevole, dice il Santo Padre. Questo viaggio dell’educazione non è bello per il traguardo, piuttosto è la bellezza di quanto accade nel cammino il valore aggiunto che vince la fatica e lo scoramento. L’invito forte di Mirko oggi è quello di non giudicare sempre il valore del nostro servizio su risultati a breve termine: ogni educatore deve sapere che è il tempo di una vita donata alla semina che porta i più grandi e importanti risultati. Infine Mirko ci ricorda che Dio non sceglie i migliori, Dio sceglie vasi di creta per i quali l’importante è il tesoro prezioso che essi custodiscono: noi siamo dono e nella dimensione della gratuità scopriamo il senso e la pienezza della nostra esistenza, così come il Signore stesso ci ha insegnato donandosi a noi.

